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FAI PULIZIA, SE E’ NECESSARIO … MA VIVI

Ricordatevi che uno strato di polvere protegge i mobili…
Una casa è più bella se si può scrivere “ti amo” sulla polvere del mobilio.

Se viene qualcuno non ho bisogno di spiegare in che condizione è la casa: sono più interessati ad ascoltare le cose interessanti che ho fatto per vivere la mia vita.
Caso mai non te ne fossi accorta… la vita è breve, goditela!
Fa pulizia, se è necessario…
Ma sarebbe meglio dipingere un quadro, scrivere una lettera, preparare un dolce, seminare una pianta, oppure pensare alla differenza tra i verbi “volere” e “dovere”.
Fa pulizia, se è necessario, ma il tempo è poco…

Ci sono tante spiagge e mari per nuotare, monti da scalare, fiumi da navigare, una birretta da bere, musica da ascoltare, libri da leggere, amici da amare e la vita da vivere.
Fa’ pulizia, se è necessario, ma…
C’è il mondo là fuori: il sole sulla faccia, il vento nei capelli, la neve che cade, uno scroscio di pioggia… Questo giorno non torna indietro…
Fa pulizia, se è necessario, ma…
Ricorda che la vecchiaia arriverà e non sarà più come adesso… E quando sarà il tuo turno, ti trasformerai in polvere.

(M.G.Tuzo, dal web)

 

 

 

 

 

Ricordi…

Per me Formula 1 è sinonimo di  una domenica soleggiata ma frasca, in montagna, il “papi” sul divano , la voce bassa e un po’ nasale di Mario Poltronieri, i colori fiammanti e le immagini sfocate per il calore dell’asfalto alla partenza, quel ronzio costante che per quasi due ore accompagna i commenti televisivi, e i volti tesi, i passamontagna bianchi dei piloti, la scritta Marlboro …tutto è F1, estate.

Non di meno associo  a ” calda estate” il ricordo di pomeriggi afosi, la canicola classica della città nelle prime ore del pomeriggio (i condizionatori ancora erano da inventare!!), e una mansarda buia, ampia, silenziosa e fresca, uno schermo grande, le immagini del Giro d’Italia, di Wimbledon o del Roland Garros, mio papà accomodato sul divano in camoscino marrone scuro con i braccioli apribili, raro esemplare di arredo “moderno” in una casa di stampo classico; l’odore caratteristico di quella mansarda, allora luogo di svago per “i grandi”, con l’angolo bar, simbolo di un certo modo  chic di interpretare il lusso tipico degli anni 70, così raramente utile in una casa, ma per questo ancora più elitario,  quel caminetto quasi mai acceso … fasti di un passato recente ma lontano nei contenuti.

Oggi, anno 2008, ancora la Tv accesa per la gara di F1 a Silverstone, Inghilterra, divano marrone, ma in pelle, ambiente fresco ma luminosissimo, e a godersi lo spettacolo, il pathos che ogni gara porta con sé, la stessa voce concitata dei cronisti, lo stesso roboante sottofondo di motori,  due spettatori diversi: il mio bimbo e il suo papà, il grande più rilassato e desideroso di lasciarsi coinvolgere da un bello spettacolo, il piccolo carico di entusiasmo, alla ricerca forse di una “saetta MC Queen” come nel cartone CARS, pronto a  commentare questo evento sportivo e mondano milionario con le sue considerazione ingenue da bimbo. … e chissà in quale luogo e se, fra quarant’anni, qualcuno sentendo questo rombo di motori, rievocherà questa domenica di mezza estate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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